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Il 2019 è l'anno dedicato a Leonardo Da Vinci

gennaio - dicembre 01 - 31

Il 2019 è l’anno che rende omaggio a Leonardo da Vinci, in occasione del Cinquecentenario della sua scomparsa.

Il Maestro è legato a questa terra in quanto durante l'arco della sua vita fu invitato a scoprirla grazie all'amico Cesare Borgia. Grazie a lui effettuò un affascinante viaggio tra fortezze, porti, piazze e architetture. Ripercorriamo allora il suo itinerario, toccando quei luoghi che ammirò e di sui si trova traccia nei suoi taccuini.

 

Nel 1502 Cesare Borgia ha appena conquistato il Ducato di Romagna, con l’appoggio del papa Alessandro VI e del re di Francia Luigi XII. Il neo-Duca si rivolge a Leonardo da Vinci, che aveva già potuto conoscere e apprezzare a Milano, e gli affida l’incarico di verificare le fortificazioni e le infrastrutture strategiche del territorio da lui dominato, e progettare eventuali miglioramenti. Leonardo si mette in viaggio e con la carica di “Architecto et Ingegnero Generale” si reca da Pesaro e Urbino verso Rimini, giungendoci l’8 agosto 1502.

 

Rimini

Rimini si ritrovano le orme di Leonardo Da Vinci nella Fontana della Pigna (allora in Piazza dell’Arengo, oggi in Piazza Cavour). Qui Leonardo si sedette ad osservare l’acqua scrosciare e nei suoi taccuini segreti ne descrive l’effetto armonioso: “Fassi un’armonia colle diverse cadute d’acqua, come vedesti alla fonte di Rimini, come vedesti addì 8 d’agosto 1502”.
Un verso che porta indietro nel tempo, quando la Fontana doveva diventare, come si evince dai disegni di Leonardo, un avveniristico congegno che avrebbe utilizzato l’acqua non come pompa, ma facendo “suonare” l’acqua stessa, cadendo dentro vasi di diversa forma.

 

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Cesena

Da Rimini ci spostiamo e raggiungiamo la vicina Cesena, dove Leonardo giunse per la festa di San Lorenzo. Qui è la Rocca della città, oggi Rocca Malatestiana, posta sulla sommità del Colle Garampo, da visitare per percorrere le tracce del maestro. Cesena è la città che Cesare Borgia voleva ingrandire e abbellire per farne la sede della sua corte. In quella che oggi è la magnifica Piazza del Popolo, Leonardo compì rilievi delle mura e delle fortificazioni. La massiccia cortina muraria del fronte meridionale della Rocca Nuova fu modificata nel 1503 con la realizzazione di mura dette “alla franzoza” per fronteggiare le nuove tecniche d’assedio, parare i colpi sempre più devastanti delle armi da fuoco pesanti e avere il controllo diretto del territorio antistante. Questo ingegnoso sistema di difesa, conservato ancora sugli spalti della Rocca, fu approvato verosimilmente da Leonardo da Vinci. È interessante notare come la forma assunta dalle feritoie per l’artiglieria sia la stessa dei disegni leonardeschi.

 

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Cesenatico

Nei primi di settembre Leonardo raggiunse poi Cesenatico, un antico borgo marinaro. Il Porto Canale trecentesco rischiava di insabbiarsi all’imboccatura e il maestro ne compì il rilievo e ne fece un disegna a volo d’uccello, portandosi in cima al faro per poterne vedere meglio la struttura e suggerire interventi migliorativi all’approdo preesistente. Modificò l’orientamento e la lunghezza delle singole palizzate e ampliò i bacini collegati, affinché l’acqua del mare potesse entrare e accumularsi, bloccata da paratie mobili, per poi defluire con rapidità durante le basse maree e col deflusso tener libero l’ingresso. Il progetto rimase sulla carta, ma il Porto Canale Leonardesco di Cesenatico è, oggi, uno dei monumenti più importanti della città e passeggiare lungo il canale permette di godere appieno della bellezza architettonica e della calda atmosfera di questa località di mare.
Da non perdere la visita del Museo Galleggiante della Marineria, con le antiche barche da pesca e trasporto dell’Alto Adriatico ormeggiate con le vele “al terzo”, decorate con terre naturali e con i simboli delle famiglie dei pescatori, e la sezione a terra del Museo, di 3mila mq dedicata alle barche tradizionali.

 

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Faenza

Successivamente Leonardo riprese il suo cammino in direzione Faenza, dove il suo passaggio è testimoniato dal disegno che fece al Duomo (in Piazza della Libertà), dalla cui maestosità Da Vinci resta affascinato a tal punto da farne ricordo sui suoi taccuini di viaggio. Si notano, nei disegni di Leonardo, inequivocabili anomalie rispetto al duomo faentino: l’edificio basilicale è privo di abside poligonale, fatto che consentirebbe di riportare la costruzione dell’abside attuale a non prima del 1502, un dubbio che forse non potrà mai essere totalmente dissipato, ma che diventa uno spunto per ammirare la bellezza di questa magnifica Basilica.
Non si può lasciare Faenza senza aver visitato anche le sue storiche botteghe ceramiche, un’arte da cui anche Leonardo rimase incantato. Dell’artigianato ceramico faentino si trova riferimento nel codice Hammer (1504-1506) che accenna alla presenza in “val di Lamona di terra da fare boccali, boccali che si fabbricano sulle rive del fiume medesimo”.

 

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Imola

Il soggiorno più lungo di Leonardo fu però a Imola, dove si fermò fino a dicembre. Imola in quello scorcio d’autunno del 1502 era un vero e proprio campo militare, dove Cesare Borgia aveva raccolto armi e uomini a migliaia. Nel clamore e nella concitazione di questa piazza d’armi, Leonardo percorse con i suoi aiutanti strade e quartieri, disegnando mura e congegni. Tra i frutti più preziosi del suo soggiorno imolese è la pianta della città, ora conservata presso la Royal Library del castello inglese di Windsor. Passeggiare per le vie del centro storico di Imola, un piccolo gioiello cittadino, ripercorrere le stesse strade di Leonardo, guardare quelle piazze, edifici e mura, è una sensazione senza tempo. Leonardo queste strade le immaginò inscritte in un cerchio suddiviso da otto raggi recanti i nomi dei venti e, nella parte inferiore della mappa, in una sorta di contrappunto naturale alla geometrica spartizione degli spazi ad opera dell’uomo, disegnò lo scorrere del fiume Santerno con larghe anse azzurrine.

 

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L' itinerario Leonardesco si conclude proprio nell’ambiente naturale del Santerno, il fiume che collega la Romagna alla Toscana, patria di Leonardo: un fiume che regala scenari suggestivi e argini che paiono modellati per i bagnanti, tra piscine naturali, cascate, rocce bianche e lisce perfette come solarium.

 

 

Da visitare:

 

Museo “Leonardo da Vinci e la Romagna” a Sogliano sul Rubicone

Dedicato al “periodo romagnolo” di Leonardo da Vinci, questo piccolo museo si propone di illustrare le caratteristiche del territorio e le sue tradizioni attraverso le osservazioni e le analisi di questo straordinario uomo d’ingegno. Il Museo è articolato in due sezioni: una scientifica e una etnografica.
La prima documenta, attraverso l’esposizione di copie anastatiche di manoscritti, studi, disegni ed appunti, le analisi inerenti aspetti di fisica, di meccanica e idraulica, svolte da Leonardo durante il suo soggiorno in Romagna.
La seconda presenta gli studi sugli usi e costumi della tradizione popolare romagnola del XVI secolo, con particolare riferimento al tema dell’acqua, del suono e della natura. Qui si segnala la presenza dei modelli e delle immagini delle “concavità” realizzate nel parco San Donato.

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